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BASTA POCO: CHE CE VO'!?Oggi pomeriggio, mentre andavo ad un corso, ho trovato dieci euro. Sembrava che aspettasero solo me. E io non mi sono fatta aspettare ulteriormente. La bilancia della palestra stasera, prima di uscire, ha segnato un chilo e mezzo. In meno. Direi che per oggi posso ritenermi soddisfatta, e posso andare a letto tranquilla. Peccato che non ci sei, però. (no titile)Un progetto nasce sempre sulla carta. Se ne disegna, tratto per tratto, ogni profilo, finché da due non arriva ad avere tre dimensioni. Progettiamo un viaggio con un po’ di anticipo, progettiamo un week end sempre all’ultimo momento. Cerco di evitare imprevisti, anche se ne ho creati molti. Preferisco sapere sempre cosa farò l’istante dopo, il giorno dopo. Ho appuntamenti fissati con tre mesi d’anticipo, e riesco comunque ad arrivare impreparata. Devo sempre sapere dove si andrà a parare. Oggi non lo so, ma mi piace.
A Zacinto Né più mai toccherò le sacre sponde (no title)Va bene, lo ammetto: sono ingrassata. La bilancia della palestra ieri sera segnava più ottocento grammi (quindi nemmeno un chilo intero), ma il metro ha misurato ben quattordici centimetri in più distribuiti sul mio corpo. Che poi: il mistero è capire come faccio a non essere praticamente ingrassata, e ad aver accumulato così tanto grasso su di me. Quella contro la ciccia è una battaglia incominciata non molto tempo fa. Si parla di un paio d’anni, non di più. Me l’ha ricordato ieri la scheda della palestra che segnava “Agosto 2006” come data della mia prima “seduta”. Il peso, l’essere un po’ robusta – come mi diceva sempre mia madre ‘non sei grassa, sei robusta’- non mi avevano mai creato problemi, fino a quell’anno. Nel duemilasei, entravo nei negozi contenta, speranzosa di poter spendere i primi soldi guadagnati, e uscivo spesso in lacrime e tante volte incazzata: non trovavo niente che mi andasse bene. Ma non nel senso che non mi piaceva niente. No, non entravo proprio nei vestiti: ogni maglietta era troppo attillata, e i pantaloni difficilmente si chiudevano. Insomma, quello che per moltissime donne è un piacere, per me era diventata una tortura. E così, m’imposi che no, così non si poteva andare avanti e che dovevo fare assolutamente qualcosa. Ecco, dev’essere stata questa la molla che ha fatto scattare il meccanismo. E così, palestra dopo palestra, settimana dopo settimana, eliminando schifezze alimentari varie, quasi senza nemmeno accorgermene, ho perso quindici chili, e circa tre taglie. Ma mi rimane ancora la goffaggine e il modo di pensare di chi, per passare in mezzo alla gente, doveva far spostare le sedie, perché altrimenti s’incastrava.
Nel frattempo, anche stavolta ce l’abbiamo fatta, e siamo arrivati al duemilanove. In genere gli anni dispari i piacciono. Questo poi, per come è iniziato, non può che proseguire solo meglio. Non faccio propositi stavolta, non mi pongo obbiettivi, non faccio resoconti dell’anno trascorso. La linea però, sarà più dura degli anni passati. Che si sappia.
Così la donna cannone, quell'enorme mistero volò, tutta sola verso un cielo nero nero s'incamminò. che non erano mai stati lì. SONO ANCORA ACCESE LE LUMINARIEvolevo scrivere oggi. ma mi si attorcigliano le parole. ‘notte.
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